Presidente del Comitato Regionale dei periti Agrari della Campania
Antonio Cimmino




Il Presidente Cimmino ha ringraziato tutti i presenti e soprattutto l'assessore
regionale Di Lello e i proprietari della masseria i signori Del Gaudio.
Ha ringraziato l'architetto Francesco Giordano che tenacemente ha collaborato per la
riuscita di questa manifestazione ed il perito agrario Giuseppe Russo che ha collaborato
nella scelta della masseria. Ha salutato il pubblico presente, accorso numeroso non solo per
la curiosità ma anche per l'evento importante.
Cimmino ha posto al centro dell'attenzione l'attuazione definitiva della legge
riguardante il recupero delle masserie, "architettura rurale per fare in modo che
anche nelle nostre campagne si potessero restaurare complessi abitativi, complessi
anche di carattere economico che per diverse ragioni sono stati abbandonati.
E' stata approvato un regolamento di attuazione di questa legge regionale, si attende
che il consiglio regionale approvi anche quel disegno di legge.
E' un'iniziativa di partenza perchè questo discorso continuerà altrove in altre masserie
e nelle zone interne dove sono dispersi fabbricati rurali, colonici e quindi anche
altre strutture edilizie abbandonate e che meritano di essere restaurati.
Quali sono le ragioni di questa iniziativa. Innazitutto una ragione importante è lo spreco
di suoli, noi viviamo in una regione dove consumiamo suolo, ogni giorno i migliori suoli del territorio
regionale se percorriamo la variante che passa al cis, oppure la strada napoli-caserta,
vediamo capannoni sventramento di territori, cancellazione di imprese agricole, distruzione
di posti di lavoro, ma distruzione anche di ottime produzioni che vengono da queste parti ed in particolare dal territorio napoletano.
Che rischia di essere cancellato se si prosegue in questa direzione. Noi da queste zone
abbiamo raccolto le migliori patate, cavolfiori, peperoni, melanzane, tabacco ed
ortaggi vari. Da queste zone partivano soprattutto dalle stazioni di Marigliano, Nola
decine e decine di vagoni al giorni oggi non parte neanche un vagone.
Siamo costretti ad importare da altre regioni o dall'estero .
E d'altra parte pensate che la provincia di Napoli con 3 milioni di abitanti va
rifornita ogni giorno, anche dei prodotti ortofrutticoli e quindi siamo costretti
certamente ad importare frutta da altre regioni.
Se noi guardiamo le zone di Caserta (autostrada), guardiamo il gis, interporto,
fs, qui c'è sempre suolo disponibile, chi decide?
In base a quali ragioni, quali sono le coordinate politiche, economiche e territoriali
per fare queste scelte.
E' mai possibile che Napoli, un decimo del territorio tutto si fa a Napoli,
il resto con 2 milioni e mezzo di abitanti spopolato.
O forse in via di estinzione per almeno 30 comuni, i comuni vicino a Napoli hanno più
suoli per i loro bisogni? Ce ne sono 30 che non hanno i soldi disponibili per
soddisfare le esigenze dopo la crescita urbanistica, di questi territori.
Ed allora una pianificazione regionale, un recupero verso le zone interne e quindi la necessità
di utilizzare bene il territorio della regione è estremamente necessario se
l'85% della popolazione regionale vive nel 15% del territorio, il 15% della
popolazione regionale vive nell'85% del territorio. Quando si pone mano la fascia costiera, la popolazione si trasferisce dalle zone interne a queste zone perchè c'è
anche qualche posto di lavoro, nero o ben pagato.
E' questo è uno dei motivi principali per favorire lo sviluppo delle zone interne,
e recuperare le masserie. Io ho fatto la ricerca nella mia modesta biblioteca
ed ho trovato un libro di Roberto Guiducci il quale diceva"Uomini senza case e case senza uomini"
vi sono masserie abbandonate e gente che ha bisogno di case. Tra l'altro abbiamo conventi,
edifici pubblici, monasteri abbandonati non abitati la gente ha bisogno di case.
Inoltre diceva Guiducci come accade a tutti gli esseri viventi quando si ferisce o si uccide
il territorio degli uomini si feriscono gli uomini non solo nella loro vita biologica
ma anche in quella sociale.
Per questo l'urbanistica non può prescindere dalla coscienza e dalle responsabilità
sociali conseguenti il problema della città è indissolubilmente collegato a quello della
società come tutte le scienze l'urbanistica non è solo un problema tecnico ma sociale.
Noi abbiamo 30 mila masserie abbandonate e se qualcuna

viene ristrutturata viene violentata
si perde un patrimonio storico, un'attività edilizia degli anni passati.
Per recuperare 30 mila masserie ci vogliono molte risorse e questo lavoro è utile al
territorio ma anche perchè ci sono da mettere su centinaia di cantieri con creazione
di posti di lavoro per rimettere in servizio attività agroindustriali, agroalimentari
perchè queste masserie non erano destinate solo agli insediamenti abitati, ma con i loro
cellai erano fonte di lavoro, trasformazione, di conservazione, di deposito, di prodotti
agricoli che venivano portati al mercato. Si tratta quindi di un rientro nelle campagne,
nelle case di molta gente di creare nuovi insediamenti ed evitare altro spreco di suolo.
Poi si tratta di recuperare un'architettura di un tempo, determinate tipologie di edificazioni
certamente di grande valore un patrimonio edilizio che non può andare in rovina,
un'architettura che deve essere conservata. Diceva Carlo Levi: "Il futuro ha radici antiche".
Il terzo punto è quello di ricostruire la civiltà contadina. Io mi domando spesso: "Ci sono
più i contadini?". Nelle nostre zone anche nelle periferie o l'agricoltura è in mano
a pensionati, operai, impiegati o professionisti che conservano un pezzo di terra e con questo
pezzo di terra cercano di raggiungere un reddito di completamento della propria attività.
Si tratta anche di recuperare un pò di civiltà contadina certamente è molto utile diceva
Pier Paolo Pasolini: "Un vero genocidio è quello contro la civiltà contadina". Ecco allora
che noi non dobbiamo distuggere le terre del napoletano e smetterla con il Napolicentrismo
Dobbiamo guardare al territorio nella sua unità, bisogna fare in modo che si sviluppi
e ci sia un tipo di cultura ecco perchè la presenza di questi docenti universitari perchè
è qui che si creano le nuove coscienze, le nuove leve professionali perchè bisogna creare
una cultura che è una cultura agraria, edilizia per quanto riguarda le zone interne della
regione campania.
C'è l'ente ville vesuviane, il progetto sirena, che consente il recupero dei fabbricati
di città, pensiamo ad un'associazione per il recupero delle masserie e dell'edilizia murale
questo è un compito che ci prefiggiamo e che portiamo avanti nelle prossime settimane".

è una realizzazione editoriale THE MOMENT