Presidente dell'Ance
Antonio Buono
Il Presidente dell'Ance, dopo i saluti iniziali e i ringraziamenti alle istituzioni regionali
rispettivamente il Presidente della Regione Molise, Iorio, e l'Assessore ai lavori pubblici Chieffo,
ha voluto ricordare ai presenti di aver colto nel segno
in merito all'applicazione antisismica.
"La presenza di questi illustri signori testimonia l'impegno da parte nostra su temi significativi
che oggi saranno approfonditi e discussi.
La presenza di calcoli statici che devono dimostrare la sicurezza dei cantieri.
Questa impostazione vige dal 1907 ed è stata recepita dal 1972 quando fu approvato
il decreto ministeriale che conteneva norme tecniche sulle opere di cemento
armato e di acciaio. Il provvedimento prevedeva per le norme tecniche l'aggiornamento
biennale.
A causa di questa prescrizione si sono succedute trasformazioni normative che hanno
determinato un quadro legislativo mai chiaro anzi sempre precario ed estremamente
confuso. In alcuni casi addirittura contradditorio.
La produzione si è arricchita nel tempo di leggi e circolari ed oggi il quadro
della situazione si presenta disordinata.
Ed è per questo che si sta tentando di disciplinarlo. L'operazione non si presenta
semplice non solo per la complessità della produzione normativa ma anche a causa
di accavallarsi di competenze tra ministeri e protezione civile che ha generato
vere e proprie situazioni di conflitto.
Nel frattempo l'Italia è stata interessata a diversi eventi sismici che hanno
pregiudicato la staticità, la sicurezza, pressochè di tutte le strutture come scuole,
ospedali,minicipi, caserme ed altro.
Da ultimo l'evento della nostra regione ha drammaticamente riproposto l'attenzione
generale della sicurezza sui cantieri. Dunque la necessità di avere norme chiare e
comprensive che mai in questo caso devono poter essere interpretate ed applicate
per la sicurezza sociale.
L'attuale incertezza deriva dalla esistenza di un'ordinanza della protezione civile
e dalla recente predisposizione del governo di un testo unico che apporta
novità sostanziali nella legislazione antisismica.
Quale normative usare? Se si applicassero le norme della relativa ordinanza
le conseguenze per le imprese sarebbero particolarmente onerose.
Uno studio recente ha evidenziato che ci sarebbe un costo maggiorato del
50%,
ecco il motivo dell'esigenza di regole piccole ma chiare.
Che indichino chiaramente compiti e responsabilità e costi per evitare
problemi alle imprese che sono già alla presa con la crisi.
Da qui la proposta che vogliamo lanciare alla regione la quale nella fase di risposta
sismica si è trovata ad affrontare e gestire una situazione non facile all'interlocutore
regionale, diciamo che nonostante il lavoro fatto si può e si deve fare di più.
Fin all'indomani del terremoto presentammo al Presidente Iorio e all'assessore Chieffo
un documento che conteneva le nostre proposte operative per la gestione delle
fasi postterremoto. Oggi che abbiamo lasciato alle spalle il periodo dell'emergenza
dobbiamo affrontare i momenti chiave della cosidetta ricostruzione pesante.
Per operare con forme che ci siano certezza dei danni e certezza di consistenza risorsa
economica. Riguardo al primo aspetto è necessario procedere con la massima puntualità
senza ritardi che potrebbero compromettere ulteriormente la già difficile
congiuntura che sta attraversando l'economia della nostra regione, e come ricordavamo
quello del settore edilizio in particolare. Quanto alla seconda esigenza si
necessita la disponibilità
di risorse economiche ed il governo deve garantirci i flussi economici in proporzione
alle situazioni dei danni che si sono verificati e che hanno prodotto effetti diretti.
Mi riferisco alle aree del cratere che se non supportate presto e con risorse dell'area
rischiano di determinare lo spopolamento".
Nelle sue conclusioni il Presidente Buono ha sostenuto che c'è bisogno di aiuto di altri interventi
ed ha chiesto alle istituzioni regionali un grosso sforzo.
Per ripristinare la normalità.
Per riprendere la nostra competitività che si traduce non solo in interventi strutturali
ma anche in interventi minori come acquedotti, fognature, e soprattutto interventi
mirati sul territorio per evitare smottamenti e alluvioni.
E' necessario attuare investimenti per un risveglio socio-economico.
Ed infine ha manifestato due esigenze dell'Ance: 1) far presto perchè non si può
più aspettare
2) Le opere da appaltare devono essere a misura dell'imprenditoria
molisana e cioè ridimensionare le capacità effettive delle imprese regionali,
il futuro è composto da realta di piccole e medie aziende che creeranno nel prossimo
periodo già 100 mila posti di lavoro.
è una realizzazione editoriale THE MOMENT